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Il Piccolo Principe

Il piccolo principe - Regia Chiara Noschese

Da un’idea di Chiara Noschese, che ne cura anche adattamento e regia, prende vita la rivisitazione teatrale de “Il Piccolo Principe”, testo autobiografico nato dalla penna di Antoine De Saint–Exupéry nel 1942 e pubblicato nel 1943. Considerato uno dei libri più letti al mondo, pur essendo semplice e adatto ai bambini, contiene in realtà tematiche complesse e offre piani di lettura differenti che partono dalla fiaba e dall’educazione sentimentale, per arrivare alla poesia fino alla psicologia e alla filosofia. Nonostante la sua ricchezza e molteplicità di argomentazioni è rivolto a tutti e la semplicità del linguaggio utilizzato esalta in pieno e rende chiaro il pensiero dell’autore.

Dal libro al teatro.
Come nell’opera la trasposizione teatrale tiene conto del reale, della vita dell’autore. Antoine De Saint -Exupéry è un uomo solitario, con esperienze personali dolorose, che ha vissuto da emarginato, uno scrittore e un pilota, sempre poco a contatto con la gente, un uomo più adatto alla contemplazione. Muore due anni dopo aver scritto il libro Il Piccolo Principe, il suo aeroplano precipita in circostanze poco chiare mentre sorvola le coste marsigliesi durante la Seconda Guerra Mondiale.
L’autore Antoine De Saint-Exupéry, nello spettacolo è il pilota Antoine, qui interpretato da Salvatore Palombi, che è anche unico attore in scena.
Tempo e luogo sono decontestualizzati ma entrando in sala riconosciamo un deserto, una stazione di servizio ormai da tempo abbandonata, bidoni, chiavi inglesi, pneumatici, oggetti funzionali al racconto, sullo sfondo un vecchio hangar, e un uomo. Un uomo solo, perso, al limite delle proprie forze, un uomo dall’aspetto forte ma interiormente fragile e sopraffatto dalle prove della vita. Un uomo che ha sete, fame, è solo, ha paura e, come il Piccolo Principe, desidera tornare a casa. Una casa dove lo aspetta non una rosa ma probabilmente una donna, una famiglia.
Antoine e Il Piccolo Principe sono la stessa persona, un’unica cosa, lottano nelle difficoltà, nel deserto che altro non è che la solitudine interiore, e proprio quando si trovano in difficoltà fanno appello l’uno all’altro, imparando l’uno dall’altro. Non è uno spettacolo didascalico, non intende facilitare l’apprendimento del testo, il suo scopo è far vivere al pubblico un’esperienza reale conducendolo dentro la storia e sollecitandolo con domande, suoni e immagini.
I valori indicati nel romanzo sono gli stessi dello spettacolo e sono da non dimenticare: godere della bellezza, prendersi cura dell'amore, coltivare l'amicizia, non perdere la speranza.
L’obiettivo di questa nuova messa in scena è quello di far passare questi messaggi ai bambini di oggi, veri e propri nativi digitali, sempre più stimolati da input diversi, veloci, a tratti violenti riconducendoli all’”antico”: ascoltare una storia e venirne coinvolti. I bambini giocheranno con Antoine, il Piccolo Principe aiutandolo a tornare a casa. Saranno aiutati nel viaggio da effetti sonori e proiezioni tecnologiche.
Una curiosità è rappresentata dalla musica che convive garbatamente con la storia attraverso alcuni temi dei Pink Floyd declinati in arrangiamenti quasi sconosciuti. Il pubblico godrà inoltre delle suggestive immagini a fumetti del Piccolo Principe prodotte dall’illustratrice per l’infanzia Neva Chieregato..
Il linguaggio, come anticipato, visti i tempi, è un linguaggio diverso, effetti sonori e giochi di luci, ci portano in un’altra dimensione, il lato poetico e filosofico sarà supportato da una comunicazione semplice e diretta così da tenere viva l’attenzione dei bambini.

Le date
19 marzo Brescia, Palabanco
9 aprile Torino, Teatro Colosseo

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