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Nuovi accattivanti percorsi al MAO di Torino

Tra le opere esposte anche gli otto kakemono

Dal 3 maggio il MAO Museo d’Arte Orientale propone una rotazione conservativa di stampe e dipinti giapponesi. Le opere vengono nuovamente esposte dopo il necessario periodo di riposo nei depositi – al riparo dalla luce e in ambienti dal microclima ideale – che dura mediamente dai due ai tre anni.

Gli otto kakemono (dipinti in formato verticale) riproposti nella sala principale al secondo piano forniscono una panoramica della produzione pittorica giapponese tra il XVIII e il XIX secolo: tra le opere più interessanti troviamo un trittico benaugurale del famoso Maruyama Ōkyo (1733-1795) e la vigorosa raffigurazione di un falco, simbolo del samurai. La pittura a inchiostro su carta “Orchidee fiorite su pendio roccioso” di Minagawa Kien (1734-1807) è un simbolo di raffinatezza e di tenacia del letterato confuciano nelle avversità della vita. Ma l’orchidea in Asia orientale rappresenta anche la primavera, e quindi l’esposizione di questo kakemono è molto adeguata alla stagione attuale.

Nel lungo corridoio allo stesso piano viene presentata la seconda parte della serie “Le carte di Genji di Murasaki Shikibu” di Utagawa Kunisada II (1823-1880), dedicata al capolavoro della letteratura giapponese: Genji Monogatari, “Il racconto di Genji”. Il libro tratta della vita di Genji, uno dei figli che l’imperatore ebbe da una concubina, e racconta della sua vita amorosa, fornendo uno spaccato sugli usi e i costumi della vita di corte del tempo – siamo nel XI secolo. In sala sono presenti le stampe che sintetizzano in chiave moderna gli ultimi ventisette capitoli del romanzo. Al fondo del corridoio sono esposti alcuni trittici e surimono (piccole stampe augurali), oltre a tre bijinga (ritratti di belle donne) di Kitagawa Utamaro (1754-1806).

Nel tokonoma della sala da tè, una rientranza rialzata presente nelle abitazioni tradizionali dove vengono messi in mostra oggetti di valore, è stato infine posizionato il grande dipinto “Tigre tra rocce e pini” di Kishi Ganku (1749 o 1756-1838), che chiude in bellezza la galleria giapponese del MAO.

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