Il fascino dei luoghi abbandonati

Antiche aree industriali, paesini di montagna non tracciati sulle carte geografiche, ville testimoni di antichi fasti, piste automobilistiche simbolo di antiche glorie sportive

L’Italia è piena di luoghi abbandonati da scoprire, ve ne proponiamo una scelta partendo dal Piemonte.

Villa Abbandonata di Costantino Nigra

Villa Costantino

A Villa Castelnuovo, frazione di Castelnuovo Nigra a circa 100 km a nord di Torino, si trova una bellissima e ormai abbandonata villa che Costantino Nigra fece costruire attorno al 1885. Malgrado il grande stato d’abbandono, ancora oggi la villa mantiene una bellezza e una dignità non indifferenti: pareti affrescate, scalinate in marmo, stemmi alle pareti sono un chiaro segno della passata bellezza e del valore architettonico che possedeva. Antichi sotterranei e leggende su fantasmi che si aggirano nella villa ne completano l’alone di mistero che la circonda.

Pista abbandonata: Morano sul Po

Moreno sul Po

Morano Sul Po è un piccolo paese di circa 1500 abitanti in provincia di Alessandria. Il 19 marzo 1973 venne inaugurata la pista automobilistica che era stata costruita e il pilota Arturio Merzario sfrecciò a 144 km/h sulla sua Ferrari 312 B2. Da quella data e fino al 1977, la pista di Moreno sul Po fu scenario di gare indimendicabili e di piloti del calibro di Lella Lombardi, Nelson Piquet, Vittorio Brambilla, Riccardo Patrese e molti altri. La Pista di Casale Monferrato – così come era chiamata all’epoca – cadde in disgrazia 4 anni dopo la sua inaugurazione per le lamentele degli abitanti della zona che mal tolleravano l’inquinamento acustico. Oggi ne resta una malconcia pista d’asfalto rovinata dal sole, fatiscenti box dimora di insetti e sporcizia e un generale scenario da film apocalittico. Vale una visita nostalgica e un pensiero ai tempi che furono.

Fabbrica abbandonata: ex Ipca

Ipca

Siamo a Borche, frazione di Ciriè, nord di Torino, area che conobbe agli inizi del ‘900 una fase di forte sviluppo industriale nei settori più disparati. L’ICPA – Industria Piemontese dei Colori di Anilina – viene fondata nel 1922 ed è nota non solo per la sua produzione industriale di sostanze coloranti ma soprattutto per la sua storia di operai malati e morti sul lavoro.

L’Ipca passerà alla storia infatti come la Fabbrica del Cancro di Ciriè a causa delle sostanze coloranti e nocive che venivano prodotte. Anni di indagini e di inchieste portano alla condanna dei dirigenti aziendali per omicidio colposo e alla chiusura definitiva della fabbrica nel 1982. Oggi la zona è stata completamente bonificata, ne è vietato l’ingresso perchè inagibile ma conserva ancora il fascino delle vecchie aree industriali dismesse.

Paese abbandonato: Onzino

Onzino

Onzino – minuscolo paesino di montagna difficilmente segnato sulle mappe odierne (per Google Maps, non esiste), nasconde una storia antica. Dall’età del ferro all’epoca del culto pagano, arriviamo al 1600 passsando per il tardo-medioevo. Al XVII secolo risalgono esempi architettonici quali mura, fortificazioni e stanze con soffiti a volte a vela. Se volete un tuffo nel passato remoto di un paesino di montagna, decidete di trovare Ondino.

Lo zoo abbandonato Arca di Noé

Arca di Noe

Fondato negli anni ’60 nel periodo di maggior boom degli zoo, Arca di Noè ha conosciuto anni di vera gloria: un ristorante al suo interno, 2 laghetti artificiali e code di turisti in visita. Chiuse nel 1999 per mancanza di fondi, gli animali vennero trasferiti altrove, oggi ne restano molte tracce architettoniche.

Ringraziamo il giovane Alberto Bracco e il suo Albyphoto per il lavoro svolto con tanta costanza e i preziosi spunti di viaggio!

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