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Al cavallino bianco

Operetta 2017/2018

Festival dell’Operetta al Teatro Alfieri
Intrigante calendario per celebrare una storia d’amore, che ha più di 60 anni, tra Torino Spettacoli e la “piccola lirica”. Si rinnova la grande tradizione operettistica che trova all’Alfieri il palcoscenico ideale per un pubblico di appassionati, conoscitori e neofiti. Protagoniste del Festival la Compagnia di Operetta del Teatro Al Massimo di Palermo con La Duchessa di Chicago e La Vedova Allegra e la Compagnia Italiana di Operette con Al Cavallino bianco.

Il programma

15 e 16 dicembre
COMPAGNIA OPERETTA TEATRO AL MASSIMO DI PALERMO
UMBERTO SCIDA con ISADORA AGRIFOGLIO SPERO BONGIOLATTI
La Duchessa di Chicago

di Emmerich Kálmán - corpo di ballo e orchestra del Teatro al Massimo di Palermo
coreografie Stefania Cotroneo - orchestra diretta dal Maestro Diego Cristofaro - regia Umberto Scida
La Duchessa di Chicago, vero e proprio musical mitteleuropeo, è l’ennesimo capolavoro del grande compositore Emmerich Kálmán, su libretto di Julius Brammer e Alfred Grünwald. Grande antesignano del “musical theater”, Kálmán combina nella composizione le sonorità del jazz, dello swing ed i motivi tipici della danza contemporanea con elementi musicali tradizionali associati con lo stile waltz-opera prodotto nella Vienna dei tardi anni venti. La musica si appoggia anche a suoni tradizionali dell'Ungheria, patria nativa del compositore Kálmán. La prima rappresentazione avviene al Theater an der Wien (Vienna) il 5 aprile 1928.
Il libretto ha un taglio di relativa satira ed è basato sullo stile del cabaret politico in auge negli ambienti radicali della Vienna del tempo ma anche a Berlino e Monaco di Baviera. In questo senso, prende direttamente di mira la rivoluzione sociale che era in atto negli anni ruggenti in America (un esempio piuttosto evidente è dato dalla scena jazz di Chicago).
Così, lo spettacolo finisce per rappresentare uno spaccato di come la cultura europea si rapportava a nascenti fermenti e movimenti artistici degli USA, con tutti i luoghi comuni del caso: ad esempio, la musica innovativa del jazz e del charleston e i tagli femminili di capelli alla maschietta, tipici delle ballerine di tip tap.
La vicenda ruota intorno alla figura della giovane miliardaria americana Mary Lloyd che scommette con le altolocate e ricche amiche del circolo esclusivo da lei frequentato (Il Club delle Giovani Eccentriche): la sfida consiste nell’acquistare la cosa più costosa reperibile in Europa. Nel frattempo, in Europa, lo stato di Sylvaria è sull'orlo della bancarotta.
Il Principe Sándor Boris ed i suoi ministri cercano di tenere tranquilla la popolazione. Si pensa, allora, ad un matrimonio fra teste coronate che possa funzionare come diversivo alle inquietudini della gente. Il Principe decide di fidanzarsi, sia pure in assenza di un vero sentimento, con l'amica di vecchia data, la Principessa Rosemarie di Morenia. Cade a fagiolo l’arrivo, nel piccolo Stato, di Mary Lloyd, che porta con sé il fascino e l’irruenza d’oltreoceano insieme ad un ritmo tutto nuovo: quello del charleston. La miliardaria, venuta a conoscenza della critica situazione economica dello Stato, si offre di comprare il Palazzo Reale. Ma, insieme al Palazzo, pretende che anche il Principe, suo più importante inquilino, diventi di “sua proprietà”…

16 e 17 dicembre
COMPAGNIA OPERETTA TEATRO AL MASSIMO DI PALERMO
UMBERTO SCIDA con ISADORA AGRIFOGLIO SPERO BONGIOLATTI
La vedova allegra

di Franz Lehàr - corpo di ballo e orchestra del Teatro al Massimo di Palermo
coreografie Stefania Cotroneo - orchestra diretta dal Maestro Diego Cristofaro - regia Umberto Scida
supervisione artistica Aldo Morgante - produzione Teatro Al Massimo di Palermo
La Vedova Allegra si conferma come una delle operette più famose e rappresentate dell’intero repertorio operettistico.
All’ambasciata del Pontevedro a Parigi, c’è grande fermento. Sta arrivando la Signora Hanna Glawary, giovane vedova del ricchissimo banchiere di corte. L’ambasciatore, il Barone Zeta, ha ricevuto l’incarico di trovare un marito pontevedrino alla vedova per conservare i milioni di dote della signora, in patria. Infatti se la signora Glawary passasse a seconde nozze con un francese, il suo capitale lascerebbe la Banca Nazionale Pontevedrina e per il Pontevedro sarebbe la rovina. Njegus, cancelliere dell’ambasciata, è un po’ troppo pasticcione, ma c’è il conte Danilo che potrebbe andare benissimo. Njegus e Zeta tentano di convincerlo, ma lui non ne vuole sapere. Tra Danilo e Hanna c’era stata una storia d’amore finita male a causa della famiglia di Danilo. Da parte sua la vedova, pur amando Danilo, non lo vuole dimostrare e fa di tutto per farlo ingelosire. Frattanto si snoda un’altra storia d’amore che vede protagonisti Valencienne, giovane moglie di Zeta, e Camillo de Rossillon, un diplomatico francese che la corteggia con assiduità. I due si danno convegno in un chiosco. Li sta per sorprendere il barone Zeta quando Njegus riesce a fare uscire per tempo Valencienne sostituendola con Hanna. La vedova sorpresa con Camillo! Tutti sono sconvolti, Danilo furioso abbandona la festa. Tutto ormai sembra compromesso, ma Njegus, vero Deus ex-machina, riesce a sciogliere gli equivoci e a far confessare ad Hanna e Danilo il loro reciproco amore. La patria è salva. D’ora in poi la signora Glawary non sarà più “La vedova allegra”, ma la felice consorte del conte Danilo Danilowitch.

24 e 25 febbraio
COMPAGNIA ITALIANA DI OPERETTE
VICTOR CARLO VITALE SILVIA SANTORO
Al Cavallino bianco

musica Ralph Benatzky, Robert Stolz - librettisti H. Muller, E. Charll, R. Gilbert
regia e coreografie Gianfranco Vergoni - direttore musicale M°Maurizio Bogliolo - produzione Compagnia Italiana di Operette
La prima esecuzione di questa Operetta ebbe luogo a Berlino (Großes Schauspielhaus), l’8 novembre 1930.
La scena è ambientata a San Wolfango, nel Salzkammergut. La bella vedova Gioseffa, innamorata dell'avvocato Bellati, è proprietaria dell'hotel "Al Cavallino bianco" e continua a licenziare camerieri perché innamorati di lei. Leopoldo, anch'egli cameriere e anch'egli innamorato di lei, deve attendere tempi migliori per poter confessare il suo amore alla bella Gioseffa. Accompagnato dalla figlia Ottilia, arriva nell'hotel il buffo e ricco industriale Pesamenole che, per faccende di lavoro, è in causa con un suo concorrente difeso dall'avvocato Bellati. Leopoldo affitta a Pesamenole la camera occupata normalmente dall'avvocato; si inizia a creare un certo scompiglio, attenuato dall'innamoramento di Bellati per Ottilia che prontamente lo ricambia anche grazie all'aiuto del buon Leopoldo. Ecco giungere nell'hotel anche il professor Hinzelmann con sua figlia Claretta e Sigismondo, figlio del concorrente di Pesamenole. Sigismondo e Claretta, conosciutisi durante il viaggio, si innamorano l'uno dell'altra ma l'avvocato Bellati mette in testa a Pesamenole che Sigismondo sarebbe il marito perfetto per sua figlia Ottilia in modo da fondere la sua azienda con quella del suo rivale in causa e riesce a far impegnare la ragazza con l'obiettivo di chiedere in un secondo momento la sua mano. E' l'arrivo dell'arciduca, data la stagione della caccia, che complica ancora di più le cose…

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ORARI E PREZZI
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