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Jurij Ferrini dirige e interpreta "Cyrano de Bergerac"

Stagione teatrale 2018/2019

Andato in scena nel dicembre 1897, due anni dopo Il Gabbiano di Čecov, un anno dopo Ubu Roi di Jarry, Cyrano da Bergerac è da subito un trionfo di critica e pubblico, perché la sua è una storia d’amore e di poesia, di amicizia e di sacrificio, di passione e di entusiasmo, di desiderio e di pudore. Jurij Ferrini riallestisce la sua applaudita versione del capolavoro di Rostand, prodotta dal Teatro Stabile di Torino, perché «esiste una richiesta di un teatro popolare che abbia una spinta verso il sublime. Si tratta, semmai, di dare una modernità di recitazione e interpretazione: con questo approccio perseguo da anni il confronto con i testi classici. Qui, addirittura, dobbiamo lavorare con i versi, con la rima, una cosa che almeno inizialmente spaventa gli attori; qualcuno mi ha riferito che all’accademia veniva loro insegnato di non far sentire la metrica del verso, gli accenti; ma allora, mi chiedo, perché l’autore si è “disturbato” ad andare a capo? Perché li ha scritti in quel modo? Dobbiamo dunque lavorare su quel lirismo, pensando di affrontare un pubblico sempre diverso e ogni sera agire come se ci si mettesse di fronte ad un pubblico che non conosce la storia di Cyrano. L’unica vera ed autentica sfida per noi teatranti è far accadere lo spettacolo come se fosse la prima volta che accade, e questo ogni sera. Ogni sera Cristiano e Rossana si incontrano per la prima volta in scena; ogni loro azione ogni loro frase non è mai avvenuta prima. La vera arte di noi attori, quelli che svolgono davvero il “mestiere del teatro”, dovrebbe essere questa: compiere sempre lo stesso identico percorso con l’incanto di chi lo compie per la prima volta».

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